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Guida ai Diamanti

 

Le 4C – carat, colour, clarity, cut 

Queste sono le quattro principali caratteristiche che determinano il valore di un diamante.

 

La migliore combinazione delle 4C determina il maggior pregio del diamante e, di conseguenza, il maggior valore.

 

Carat

Il peso dei diamanti, come quello delle altre gemme, si esprime in carati. Un carato equivale a 0,2 grammi; occorrono quindi 5 carati per formare un grammo. Il termine carato deriva dal greco Keration ed indicava il seme di carruba, il cui peso è molto omogeneo.

Nell'industria del diamante il peso delle gemme viene misurato fino al millesimo di carato e poi arrotondato in centinaia, commercialmente chiamato "punto". Il prezzo del diamante, che viene espresso al carato, non aumenta mai in maniera matematica in relazione al suo peso.

Un diamante del peso di due carati, quindi, non costa il doppio di una pietra di un carato della stessa qualità, ma molto di più.

 

Colour

Il Diamante è l'unica gemma in cui l'assenza di colore ne determina il valore.


I diamanti sono disponibili in una varietà di toni di bianco. La valutazione del colore di un diamante, a scopo di classificazione, è ottenuta misurando il grado di avvicinamento all'assenza totale di colore.  I  diamanti che più si avvicinano all'assenza di colore sono molto rari e sono classificati D, E, F e G, mentre la maggior parte di essi sono bianchi/leggermente coloriti. La lettera D si riferisce alle pietre perfettamente incolori, le più rare e costose.

In questa scala si utilizzano le lettere dell'alfabeto partendo dalla lettera D (incolore) sino ad arrivare alla lettera Z, man mano che la saturazione aumenta. I diamanti nei quali l'intensità del colore supera la lettera J, vengono classificati come "Fancy Color".

L'intensità del colore viene determinata confrontando il diamante da analizzare con una gamma di pietre di riferimento, dette "Master Stones".
In natura esistono oltre che di colore giallo, diamanti rosa, blu, arancione, marrone, grigio ed anche di colore rosso (considerati tra i più rari in assoluto).

 

Clarity

Ogni diamante possiede una sua precisa identità, dovuta alla presenza di piccole tracce di carbonio o di piccoli cristalli di diversa natura, rimasti imprigionati durante il processo di cristallizzazione. Si chiamano inclusioni e sono delle disomogeneità strutturali che vengono considerate delle "impronte naturali". Il loro numero, colore, dimensione e posizione determinano il grado di purezza del diamante.

La purezza è valutata secondo una scala su cui ci si basa per descrivere il livello di “imperfezioni” o “inclusioni”.

I livelli di purezza comprendono appunto:

IF= nessuna inclusione interna visibile a 10 ingrandimenti da un occhio esperto.

VVS-1= solitamente si tratta di un’unica piccolissima inclusione visibile a 10 ingrandimenti solo da un occhio esperto.

VVS-2= piccolissime inclusioni visibili a 10 ingrandimenti solo da un occhio esperto.

VS-1= molto piccole inclusioni visibili 10 ingrandimenti.

VS-2= diverse molto piccole inclusioni visibili a 10 ingrandimenti.

SI-1= piccole inclusioni visibili a 10 ingrandimenti.

SI-2= diverse piccole inclusioni visibili a 10 ingrandimenti.

SI-3= inclusioni visibili a occhio nudo solo da un osservatore esperto.

I-1= inclusioni visibili a occhio nudo.

I-2= molte inclusioni distintamente visibili a occhio nudo che diminuiscono la brillantezza.

I-3= molte inclusioni distintamente visibili a occhio nudo che diminuiscono la brillantezza e compromettono la struttura del diamante, rendendolo più fragile.

 

Cut

Il taglio è un processo di fondamentale importanza per la resa visiva di un diamante. Questa è senz'altro la più importante delle 4C, poiché più alta è la qualità del taglio, migliore è la combinazione tra brillantezza e fuoco della pietra. Le proporzioni di una pietra sono il parametro più importante per valutare lo scintillìo di un diamante.

Il taglio viene valutato attraverso una scala di qualità che comprende:

Taglio eccellente o ideale:
Diamanti rotondi perfettamente proporzionati (con percentuale di profondità e percentuale di tavola, tali da creare il miglior compromesso tra fuoco e brillantezza). Questi diamanti presentano quasi sempre i massimi livelli di lucentezza e simmetria, evidenziando l’estrema cura riposta nella loro lavorazione. L’abilità e la perizia utilizzate per eseguire questo taglio permettono di realizzare un diamante di bellezza superiore.

I diamanti “taglio ideale” sono normalmente molto più costosi di quelli tagliati diversamente. Ciò è dovuto a tre fattori principali: 1) sono necessari più tempo e una maggiore abilità per tagliare un diamante con tale precisione; 2) sono pietre molto richieste; 3) è necessario sacrificare una buona parte del diamante grezzo originale per ottenere le proporzioni ideali.

Taglio molto buono:
Diamanti tagliati secondo proporzioni che corrispondono esattamente ai requisiti di percentuale di profondità e percentuale di tavola. Queste proporzioni fuori del comune massimizzano il fuoco e la brillantezza del diamante.

Taglio buono:
Diamanti tagliati secondo proporzioni accettabili ma non ideali. Queste pietre presentano generalmente un buon livello di brillantezza e fuoco.

Taglio standard:
Diamanti tagliati secondo proporzioni che si discostano da quelle ideali. Sono stati tagliati in modo da recuperare più peso possibile dalla pietra grezza a discapito del fuoco e della brillantezza. Sono meno costosi dei diamanti tagliati secondo un taglio ottimo o buono e non hanno la brillantezza e lo scintillìo che ci si aspetterebbe da un diamante di ottima qualità.

Taglio mediocre:
Diamanti tagliati secondo proporzioni che li fanno apparire relativamente poco brillanti. Non raccomandiamo queste pietre per gioielli di qualità superiore.

 

Altri criteri di scelta 

 

Forma del diamante.

 

La forma del diamante dipende, il più delle volte, dalla forma della pietra grezza.

 

Il taglio più richiesto dal mercato è quello round. Esso può essere ottenuto facilmente con pietre grezze, dette sawable 1 e sawable 2, ovvero pietre grezze di forma cubica abbastanza regolare. Le pietre grezze di forma irregolare, invece, sono dette makeable 1e makeable 2. Per ottenere un taglio rotondo da queste pietre si può arrivare a perdere più del 65% del peso della pietra grezza; per questo motivo dalle makeable è preferibile ottenere altri generi di tagli come pear, oval, marquise e heart. Infine ci sono pietre grezze dalla forma molto piatta dette flats dalle quali, l’80% delle volte, si ricavano tagli emeralde asscher.

 

Taglio :
La forma round è quella più richiesta dal mercato. Un diamante rotondo con 58 faccette (33+25), ne possiede 33 sulla corona e 25 sul padiglione. Questa forma e la disposizione delle faccette sono studiate per massimizzare la brillantezza, lo scintillìo e la bellezza di un diamante.

 

Brillantezza:
Luce bianca riflessa attraverso la parte superiore di un diamante. Se un diamante viene tagliato nelle giuste proporzioni, si avrà una maggiore riflessione della luce dalle faccette, con conseguente aumento della brillantezza.

 

Castone:
Una faccetta nella parte inferiore di un diamante. È preferibile avere un diamante con castone medio-piccolo. Se il castone è grande si ha l’impressione che vi sia un foro nella parte inferiore della pietra, a causa dello sparpagliamento della luce. Se manca il castone, il diamante si può danneggiare con maggior facilità.

 

Profondità:
Equivale all’altezza di un diamante misurata dal castone (faccia inferiore) alla tavola (faccia superiore).

 

Percentuale di profondità:
Equivale all’altezza di un diamante misurata dal castone alla tavola, diviso per la larghezza del diamante. La percentuale di profondità è determinante per la brillantezza e il fuoco di un diamante. Una percentuale di profondità troppo bassa o troppo alta provocherà uno sparpagliamento della luce uscente dalla pietra, con conseguente diminuzione dello scintillìo.

 

Faccetta:
Le superfici piane levigate di un diamante. Ad esempio, un diamante con taglio a brillante rotondo è costituito da 58 faccette, quando si considera anche il castone.

 

Fuoco:
Luce colorata riflessa da un diamante. La luce bianca che passa attraverso una pietra viene separata nei colori dell’arcobaleno proprio come un prisma. Un buon fuoco si puo’ ottenere soltanto con un taglio eseguito secondo ottime proporzioni. In commercio il fuoco viene talvolta chiamato “rifrazione” o più spesso “dispersione”.

 

Tavola:
La grande faccetta piana superiore di un diamante. Se la tavola è troppo grande o troppo piccola, il diamante non sarà ben proporzionato, a discapito del fuoco e della brillantezza.

 

Percentuale della tavola :
Equivale alla larghezza della tavola divisa per il diametro totale del diamante. La percentuale della tavola è critica per lo scintillio e il fuoco di un diamante.

 


Cintura:

Corrisponde alla stretta striscia intorno alla circonferenza esterna di un diamante. Il gioielliere tiene di solito il diamante per la cintura. Le cinture possono essere grezze (sembrano smerigliate) o sfaccettate (levigate come il resto del diamante).

 

Padiglione:
La metà inferiore di un diamante, dalla cintura inferiore al castone sulla punta inferiore. Se il padiglione è troppo alto o troppo basso, si avrà sparpagliamento della luce, con conseguente diminuzione del fuoco e della brillantezza.

 

Punto:
Corrisponde alla misura di peso dei diamanti. Un punto equivale a 1/100° di carato. Un diamante che pesa 0,50 carati si dice che pesa 50 punti. Questo non si riferisce al numero di faccette.

  

Lucentezza:
Un modo di classificare la finitura esterna di una pietra. Il livello di lucentezza varia da mediocre ad eccellente. È fondamentale avere una buona lucentezza per massimizzare la brillantezza di un diamante, ma occorre un occhio esperto per vedere la differenza tra vari livelli di lucentezza. È normale avere faccette supplementari per rimuovere parte di una irregolarità, come nel caso delle tracce granulose, visibili solo con la lente d’ingrandimento o al microscopio.

 

Fluorescenza:
Coincide con lo Scintillìo; solitamente di colore bluastro, emanato da certi diamanti quando vengono esposti alla luce ultravioletta.

 

Scintillio:
La combinazione di fuoco (dispersione) e brillantezza. La quantità di luce che viene riflessa da un diamante quando viene spostato. Talvolta viene indicato con “scintillazione”, specialmente dai vecchi commercianti.

 

Simmetria:
Una classificazione dell’uniformità complessiva del taglio di una pietra, che può variare da mediocre a ottima. Una simmetria mediocre inciderà sullo scintillio e sul fuoco di un diamante a causa della ridotta luce che attraversa la pietra. Raccomandiamo unicamente diamanti con un livello di simmetria da buono a ottimo.

 

 

 

Attenzione ai diamanti clarity enhanced!!!

 

I diamanti clarity enhanced o diamanti laser sono diamanti naturali, lavorati con laser tecnologici. Il principio del clarity enhancement consiste nel rendere invisibili le imperfezioni naturali del diamante grazie ad una lavorazione a laser all’interno dei laboratori. Quasi tutti i diamanti presentano incrinature e imperfezioni interne naturali che ne determinano il colore e la purezza. Il processo del clarity enhancement elimina le imperfezioni aumentando la luminosità del diamante.

 

 

 

Gioielleria D'Arienzo Dott. Giuseppe

Piazza Principe di Piemonte 19

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P.Iva 00131690810

Tel. 0924 44658

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